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June 25

....life

 

e succede che ti alzi, e mentre inizi a carburare ti accorgi che  è estate.

e il freddo e il buio si sono sciolti poco alla volta, e prima un filo d'erba, poi tanti, poi una farfalla, un fiore, infine voli circolari di rondini, hanno scandito il tempo di una stagione a colori

e il vento, il vento leggero, che muove i fili d'erba, il vento che accarezza queti petali gialli, il vento che si lascia viaggiare

porta con sè cose buone, e parole e suoni sorrisi e  vita

e chiudi gli occhi al sole e per un attimo sei tutt'uno, tu, la brezza, il cielo che quasi non ce la fa a contenere tutto questo, e tutto quello che è stato e tutto quello che sarà

e le note di un piano danzano e si rincorrono come queste rondini, e tu raccogli il frutto di ogni singola ora, il bello e il brutto, metti da parte e a piedi scalzi continui a camminare

fiduciosa nel vento e in tutto quello che ancora porterà

June 19

l'incanto è lo stesso (perchè niente è cambiato anche se tutto è diverso)

 

...anime in continuo mutamento e abbracci nucleari

estesi nell'immensità..dove tu mi stai aspettando adesso

dentro una vertigine che danza, e ci porta al di là del tempo, sino a ritornare sulle labbra

l'incanto è lo stesso, perchè niente è cambiato anche se tutto è diverso

miliardi di segnali che accendono l'immensità, dove tu lo sai che poi mi perdo

 

 

June 03

yellow

 

Look at the stars
look how they shine for you
and everything you do
yeah they were all yellow
I came along
I wrote a song for you
and all the things you do
and it was called yellow
So then I took my turn
oh wh at a thing to have done
and it was all yellow

your skin
oh yeah your skin and bones
turn into something beautiful
and you know
you know I love you so
you know I love you so

I swam across
I jumped across for you
oh what a thing to do
'cos you were all yellow
I drew a line
I drew a line for you
oh what a thing to do
and it was all yellow

and your skin
oh yeah your skin and bones
turn into something beautiful
and you know
for you I bleed myself dry
for you I bleed myself dry

it's true
look how they shine for you
look how they shine for you
look how they shine for
look how they shine for you
look how they shine for you
look how they shine

look at the stars
look how they shine for you
and all the things that you do

May 28

come

come un fiume che senza necessità di dirompere gli argini, viaggia sereno nel suo letto, come una pianta che trascorso l'inverno distende i rami e lascia che tranquillamente le foglie facciano il loro lavoro e gli uccelli vi trovino dimora..
 
come il mio cipresso che prende vita nei modi più inaspettati, e si lascia vivere, allegramente e senza opporre resistenza.
e come le nuvole che osservo ogni tanto cambiar forma, e lasciarsi plagiare dal vento, gonfiandosi e sfumando in dissolvenza, mai un momento uguale all'altro..
 
come questa musica che oggi di nuovo si lascia ascoltare, mentre tra le note sbircio e trovo attimi e li dipingo di nuovo, e la riascolto, e ancora,
mentre niente è cambiato anche se tutto è diverso,
 
io mi avvicino, e ti ascolto, e nel tuo cuore sento battere il mio cuore
 
May 17

Settembre? no Aprile

Il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera
Il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa
Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore
Basta solo lasciarle salire, basta solo lasciarle entrare

E' tempo di imparare a guardare
E' tempo di ripulire il pensiero
E' tempo di dominare il fuoco
E' tempo di ascoltare davvero

L'amore a settembre mi ha fatto sentire ancora leggera
Il giorno sprofonda nei solchi bruciati di questa distesa
Tu lo sapevi che nessuna gioia nasce senza un dolore
Basta solo farlo guarire, basta lasciarlo entrare

E' tempo di imparare a guardare
E' tempo di ripulire il pensiero
E' tempo di dominare il fuoco
E' tempo di ascoltare davvero

E' tempo di imparare a cadere
E' tempo di rinunciare al veleno
E' tempo di dominare il fuoco
E' tempo di ascoltare davvero
August 01

follow me

Intorno a te: buio

In piena notte, ti sei messo in cammino,

l’oscurità ti avvolge come un mantello, una coltre che avvolge il tuo corpo, che grava leggera sui tuoi occhi. Vento gelido che sfiora le labbra, passa sulla braccia, fin sulle punta delle dita. Il passo è incerto, ma continui a camminare.

Gelo dentro e fuori, le stelle rischiarano debolmente questa notte in cui tutto e niente può accadere. Cammini. Il sentiero è stretto, tortuoso. Non una torcia a rischiararti la strada. Pezzi di radici affioranti, schiocco di rami secchi, fruscio di foglie. Una civetta lancia il suo richiamo che si perde nella notte.

Cammini. Il sentiero si fa in salita, gli alberi si fanno più fitti, non c’è bisogno che tu chiuda gli occhi tanto è buio.

Odore di bosco, funghi, muschio, terra umida.

Rami frondosi ti striscaino accanto, graffiandoti. Cammini, tra gli alberi che maestosi e silenti ti sovrastano, non puoi vedere quanto sono alti.

Sali su per la collina, su, il cammino si fa più faticoso. Una pietraia, scivoli, cadi, ti tiri su. Comincia a piovere. Lento scrosciare nella notte, la natura silenziosa accoglie ogni singola goccia.

Zuppo d’acqua, continui  a camminare. Incespichi, la pietraia non è ancora finita. Ora una radura. Ma impantanata, e devi attraversarla. Il passo sempre più pesante, il fango che ti ricopre le scarpe, che schizza ovunque. Sei rabbioso? Impaziente? Aspetta. Aspetta. Continua a camminare. Bevi questa pioggia, lasciala mischiare alle tue lacrime. Il percorso è lungo, e certamente non facile.

Un torrente, devi attraversarlo, tre grossi massi tra te e l’altra riva. Ma è buio, piove, sei stanco.

E rabbioso.

Un passo incerto, due, scivoli. Sei dall’altra parte. La pazienza ha un limite? No…

Prosegui. Ormai ha smesso di piovere, i vestiti ti si sono incollati addosso, hai freddo, tremi.

Altri sentieri, altre salita.

Di fronte  a te, ora, il precipizio.

Un assoluto vuoto nero come la notte, freddo come la notte.

Un ponte fatto di assi traballanti e corde. Non sai esattamente quanto reggerà, non sai se reggerà. Temporeggi. Inutile, temporeggiare, non hai scelta.

Devi attraversarlo.

Da lontano, un ululato ti ricorda che non sei esattamente solo, in questa notte.

Procedi, con cautela. La cautela che può darti il restare aggrappato ad una corda, col vuoto sotto di te. Un passo dopo l’altro, senti le assi muoversi instabili. L’instabilità, ti terrorizza. Ma ancora per poco, forse. Afferri la corda, vai avanti, sei a metà. Un passo falso, scivoli…il terrore si dipinge sul tuo volto.

Ma non sai che nulla può accaderti, finché hai la voglia e il coraggio di proseguire. Di seguire…

Sei quasi arrivato

Stanco, fradicio, dolorante e incazzato. Ma ci sei. Quasi l’alba, in sentiero nel prato disegnato da sempre, erba morbida. Aria un po’ più tiepida, riesci ad intravedere alberi e fiori. Un pettirosso comincia a cantare.

Ancora un po’ di cammino…in lontananza, una grotta.

 Entra.

C’è un’aria accogliente, una musica leggera, canto di sirene. Acqua, e pareti colorate a tinte vive. Un sapore intenso dalla punta della lingua si diffonde ovunque. Nelle braccia, nelle gambe, fino alle punte delle dita, nelle caviglie, nel petto.

Nuova energia, ossigeno e vita.

 Voglia di camminare per altri cento e mille sentieri, di ascoltare musica nuova e di ridere. Di esplorare terre e mari, e spiagge e colline e valli,  finche ce n’è la forza e il tempo.

Di correre e saltare e danzare, di stelle e tramonti, e tutto quello che la tua mente possa arrivare ad abbracciare, in questo momento.

     mi hai trovata, finalmente…ero qui, che ti attendevo, da sempre

non smettere di cercarmi  

July 25

dreams

Quella sera la fata era davvero stanca. Un peso sul cuore, come un macigno, era lì a ricordarle tutto il suo passato, le montagne che aveva scalato a piedi nudi, con il freddo e il vento, alla ricerca delle sue pietre preziose, le piccole conquiste, una manciata di felicità effimera da afferrare al volo, un po’ di considerazione, un paio di briciole di amore. Gli occhi cattivi delle persone, la magia nera, tutto era dentro quel macigno, che non si poteva vedere ma era lì, gravava su di lei che quella sera era lì sul divano, a leggere un libro la contrario, i pensieri, erranti, altrove. Occhi stanchi, aveva la fata, e meni stanche di lottare. Le sue mani erano lisce come la seta, ogni dito diceva qualcosa di lei: il pollice, la sua saggezza, l’indice, la creatività, il medio, la sua forza,e la caparbia,  l’anulare la sensualità e la passione, e il mignolo la dolcezza e la fragilità. Mani stanche di costruire e vedere demolizioni, di lottare contro il vento e le forze più arcane, mente stanca di contrastare idee caparbie stupide ed incoerenti. Il peso stava davvero per avere la meglio. Si addormentò, al suono di una strana musica che parlava di invenzioni, e sognò di qualcuno che con scarpe da ginnastica la rincorresse ovunque andava, che cancellasse tutte le sue cicatrici, capace di inventare su un nuovo calendario un tempo nuovo. Sognò di bere un calice di vino, sempre pieno, dal sapore intenso e forte, e una folata di profumo di fiori di tiglio riempì la stanza. Avrebbe voluto dormire e sognare così per sempre. Rilassarsi finalmente, e non pensare. Ondeggiava leggera su una nuvola, e restò in quello stato di estasi e quiete per un bel po’. Si svegliò, tra le mani un acchiapasogni di cuoio, e un aroma intenso di cioccolata nell’aria. Aprì gli occhi, si guardò intorno, e ascoltò…

Non c’era più peso sul suo cuore. Almeno per il momento, era scomparso.

Sorrise, tra sé e sé, la fata 

If thou must love me

 

If thou must love me, let it be for nought

Except for love's sake only. Do not say

I love her for her smile--her look--her way

Of speaking gently,--for a trick of thought

That falls in well with mine, and certes brought

A sense of ease on such a day

For these things in themselves, Beloved, may

Be changed, or change for thee,--and love, so wrought,

May be unwrought so. Neither love me for

Thine own dear pity's wiping my cheek dry,

A creature might forget to weep, who bore

Thy comfort long, and lose thy love thereby!

But love me for love's sake, that evermore

Thou may'st love on, through love's eternity.

Se devi amarmi per null'altro sia
Che per amore.
Mai non dire
"L'amo per il suo sorriso – il suo sguardo - il suo modo
Gentile di parlare - per il suo modo di pensare
Che si accorda a mio e che un giorno
Mi resero sereno".

               Mio amato, queste cose,
Possono in sè mutare o mutare per te. – E così fatto
Un amore può sfarsi. E ancora non amarmi
Per la pietà che le mie guance asciuga.,
Può scordare il pianto chi ebbe
Il tuo conforto a lungo, e può perdere il tuo amore!
Amami solo per amore dell'amore,
che cresca in te, in un eternità d'amore.

  

July 24

a volte....

 
...vorrei solo sparire 
July 23

sunset colors

Il sole volgeva al tramonto quando decise di uscire di casa. Una baita, circondata da monti, un po’ più in là un altro paio di case uguali. Gente poco socievole. Ma a lei andava bene. Starsene sola, nell’attesa. Sapeva aspettare, lei. E intanto tesseva la sua tela fatta di tutti i colori che possiate immaginare. Usciva incontro al tramonto, un tramonto morbido e caldo, striato di rosso e di viola. Raggi di sole dorati le illuminavano il volto e i capelli castani, e con leggeri riflessi rossastri le incorniciavano il viso. Chiuse gli occhi, inspirò profondamente. Una foglia si staccò dall’acero rosso, svolazzò per un po’, poi le accarezzò il viso. Una poiana spiccò il volo dal ramo più alto del cedro, due farfalle cominciarono a giocare. Chiuse gli occhi. In una delle case, marito e moglie si abbracciarono, stretti stretti dopo la lunga giornata di lavoro. In un’altra, una donna osservava il suo bambino dormire, il fratellino mangiava cioccolata e il suo gatto nero riposava su un cuscino. Respirò. Sentiva tutto questo, e anche altro, vedeva. Sulle sue guance, giocavano i raggi di sole. Il vento soffiava calmo, allungò la mano per sentirlo. Aspettava. Forse era vicino.

Aprì gli occhi. Un verde smeraldo spalancato sul mondo, occhi dolci e severi e pazienti e forti. Guardò nel sole, e cominciò a camminare. Lentamente, senza fretta. Nel tramonto. Le sue mani, mani delicate e forti, che avevano stretto e strappato, seminato e raccolto, scritto e scritto fiumi di parole, accarezzato e percosso, e comunque, sempre, lottato. Ogni giorno. I suoi piedi, volenterosi e agili, ma a volte stanchi di camminare e di seguire orme. Ora lasciavano orme leggere sul prato, umido. Ancora, il vento. Le portò parole lontane, parole di sua madre, piene di saggezza, dipinte di rosso e di arancio, parole della sua nonna, i consigli raccolti con amore in un piccolo scrigno di legno insieme ai gioielli, color della terra bruciata. Parole stanche, illusioni e bugie, dai colori effimeri. Parole del suo amore perduto, mille sfumature di blu e di viola e indaco. Avanzava, verso il lago, incontro al tramonto. Un ciliegio ormai spoglio dei suoi frutti, allungò un ramo per accarezzarla. Un piccolo fringuello si posò sulla sua spalla e cominciò a cantare. Le canne ondeggiavano leggere al vento, mentre il cielo si andava dipingendo di rosso e di viola. Chiuse di nuovo gli occhi, cominciò a cantare. Una strana melodia malinconica, una melodia arcana, struggente, si levò nell’aria. Lei cantava, come se non dovesse fare altro, null’altro esisteva in quel momento, in quel luogo, in riva al lago. La luna già spuntava all’orizzonte. Un cane ululò.

Quel canto avrebbe placato l’animo più iracondo, avrebbe innamorato l’essere più malvagio, avrebbe sedato il cuore dl cinico e mosso a compassione l’avaro. Ma i quel momento quel canto dilettava la natura. Un passo dopo l’altro, cominciò ad entrare nel lago. L’acqua era tiepida, e profumava di piante e di terra al sole. Incedeva, lenta, le vesti galleggiavano intorno a lei. Si tuffò. Un paio di bracciate, per raggiungere il largo. Poi s’immerse. Sempre più giù. fu allora che le sue sembianze presero a cambiare. Le vesti, si dissolsero. Le gambe, lentamente presero a coprirsi di squame argentee e a divenire un tutt’uno, una pinna spuntò alla fine. Un paio di colpi, ancora più giù. un’esplosione di colori la circondava, striature rosse blu che diventavano viola e rosse e gialle e verdi…un calore la avvolgeva e la proteggeva, lì sì, era al sicuro. L’attesa era più dolce in quei momenti, mentre si muoveva libera nel suo elemento, e la sua pelle si nutriva di quel fluido  e i suoi occhi si saziavano di quei colori. Era il sole, che era sprofondato in quell’azzurro cristallino, e le faceva compagnia.

È quasi buio, ormai. Una civetta si fa sentire, il cane continua ad ululare alla luna che ormai si mostra in tutto il suo splendore. Un paio di lucciole, tesserini tanto piccoli quanto magici, si posano sulle nostre mani.

Lei continua a nuotare, dimentica di voi, di me,

tra un po’ tornerà come prima, e la sua magia tornerà a deliziarci.

Per ora la lasciamo lì, e in silenzio, lentamente,  sfumiamo in dissolvenza

 

life & al

 

Buondì siiorreeeee e ssiorriiiii

Come va questa last week di luglio? Sarà la vostra last prima delle meritate 8° immeritate) vacansee? Spero di sì, altrimenti bè ad agosto trovatevi qualcosa di bello da fare stando in città. Magari le bolle di sapone. O la battaglia navale. O quello che vi pare.

Ieri avevo scritto quattro righe da postare fresche fresche stamattina, ma eindows vista del mio nuovo piccì è contro di me e tutte le altre versioni di windows. Uffi, avevo anche scritto delle cose carine.

Appunti di viaggio del pomeriggio di ieri, un paio di piccioni perplessi che mi fissavano mentre alle 3 del pomeriggio erravo alla volta di casa di maria, e un tipo col suo cane ugualmente perplesso. Il cane no, almeno. Solo accaldato, credo.

E poi..pioscina, 5 del pomeriggio..io stravaccata su una sdraio, magari dormirò? Ma no, come al solito occhio pronto a carpire particolari.  Una bimba col nonno, sul limite tra il pavimento e il prato. La piccola, osserva il prato “ebba” indica al nonno. Un piedino minuscolo incerto, si allunga, poi si ritrae. Si fa coraggio, tasta l’erba col piedino. Sorride, un sorriso che mi sembra il mare sotto le grotte di castellana, che fa luccicare tutte le pareti di blu. Avvicina una manina al prato, tocca “è morbida!!” continua a ripetere..e invita il nonno a fare altrettanto. Si volta e mi sorride, e io schhhhschhh mi sciolgo sulla sdraio, due occhi azzurri come il cielo ieri, riccioletti biondi e un costumino, signori, un costumino bianco a cuoricini che meno male che ho quasi trent’anni, và!! Spettacolo. Che meraviglia, come direbbe YuHu.

Filmetto, american beauty.

Da vedere, almeno per un paio di scene,che avevo diligentemente trascritto ieri porc..!

Una scena in particolare

 lui e lei guardano una ripresa che aveva fatto lui, la più bella di tutte.

Un marciapiede, vento, e una busta di plastica bianca, che volteggia. E foglie che volano, anche loro. Lui le racconta, c’era elettricità nell’aria, stava per nevicare, e quella busta che danzava, come una bimba che ti chiede disperatamente di giocare. Per 15 minuti aveva danzato, senza mai fermarsi. E lì lui aveva scoperto la vita. E quanta bellezza c’è dietro ogni cosa.

La bellezza.

 Una bellezza tale che non do può contenere, che il cuore rischia di…franare. poteva sembrare una cosa stupida, ma a lui serviva vederla per ricordare.

Bè, io sono una che non fa che ricercare la bellezza nel mondo, in un fiore, in un insetto, una panchina affacciata sul mare, in due occhi che parlano più di mille poemi.

Cercatela, la bellezza. Non abbiate il prosciutto davanti agli occhi e non guardate le cose stupide o non crediate che la bellezza sia una cosa complicata. Stupitevi. E stupite: tutte le persone, anche le più ciniche, amano essere stupite. Fermatevi ad ascoltare. A casa vostra, in cucina. Per strada, nel traffico. In un giardino. Il vento, che sospira e ulula e soffia e grida.  Nel vostro letto, il battito del vostro cuore. Ma fermatevi, un momento, ora, chiudete gli occhi ed ascoltate. La bellezza della vita. È ovunque, dentro e fuori di voi.  

July 21

Giochi ogni giorno

Giochi ogni giorno con la luce dell'universo.
Sottile visitatrice, giungi nel fiore e nell'acqua.
Sei più di questa bianca testina che stringo
come un grappolo tra le mie mani ogni giorno.

A nessuno rassomigli da che ti amo.
Lasciami stenderti tra ghirlande gialle.
Chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lascia che ti ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.

Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
Qui vengono a finire tutti i venti, tutti.
La pioggia si denuda.

Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento.
lo posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
Il temporale solleva in turbine foglie oscure
e scioglie tutte le barche che iersera s'ancorarono al cielo.

Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all'ultimo grido.

Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
Tuttavia qualche volta corse un'ombra strana nei tuoi occhi.

Ora, anche ora, piccola, mi rechi caprifogli,
ed hai anche i seni profumati.
Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.

Quanto ti sarà costato abituarti a me,
alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci
gli occhi
e sulle nostre, teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.

Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell'universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri, copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi

aaarghh

ciao ciao people
bè a quanto pare anche a miss silviet capita di combattere nottetempo con qualche fantasma o lupo mannaro o strega o vattelapesca chi.
alzarsi con la voglia di fare a botte e con un macigno sul petto e con la sensazione che le manchi l'aria. e due occhiaie che ve le vorrei fare vedere. anzi, meglio di  no, va..
mannaggia mannaggia... 
bè spero che il vostro week end cominci diversamente dal mio, e finisca ancora meglio
prendo il mio sorriso e lo metto un momento in stand-by, tornerà, ve lo assicuro.
come diceva nello ieri, vorrei vederti un pò rilassata. miiiiii, anche io!
waiting for...
saluti e baci bella gente. se stasera vi capiterà di bere, brindate anche alla mia
silviè
July 20

kitchen

 

http://www.youtube.com/watch?v=RUAPf_ccobc

 

vi siete rilassati? Non vi sarete mica addormentati? Lo so sulle mie poltrone e al fresco e con gli uccellini può capitare di appisolarsi.

Ecco, chi ha avuto pazienza visiterà la cucina

Senza dubbio il mio regno. Da sempre. In cucina ci studio, ci leggo, ascolto musica, disegno, metto lo smalto, penso. Chiacchiero con chi viene a trovarmi. E cucino e mangio, ovviamente. Caffè? Cioccolata?

La mia cucina, è grande. Tutta in legno, una volta avrei preferito colori, ma il legno è più caldo. Mattonelle con dei disegni, fiorellini, credo. Una mensola ospita libri di cucina sbirciati ma mai veramente usati, io faccio tutto ad occhio ed invento. Creo, sperimento, faccio casini, si..

al centro, una bella penisola, con degli sgabellini intorno.  ciotole e un pò di ortaggi, per la cena

Che odore c’è oggi? Di biscotti al burro. Che aspetto visite. Bè a lui piacciono tanto, spero almeno vengano buoni… negli scaffali, spezie ed aromi di ogni tipo, cardamomo, cannella, coriandolo, e il timo che raccolgo in montagna, il rosmarino e il mirto, piantine di basilico, la citronella, che yuhu mi deve portare, e tutti i tipi di pepe, e la nocemoscata, e tutto quello che potrete immaginare. Decine e decine di the e tisane in barattoli di vetro dipinti. Le tazze, le mie tazze, di tutti i tipi, forma e colore. Quella di snoopy che mi regalarono i miei tesisti, quella della Sicilia di Cira, quella nuova del druido, quella di Firenze (july), quelle da combattimento, le tazzine piccole, e se magari volete portarmi un regalo, bè, o una nuova miscela di the o una tazza. I pietti, in uno scaffale, per lo più ciotole in terracotta o legno o vetro, cose semplici, un po’ etniche, che ricordano la terra, gli elementi. Marmellate di ogni tipo, quelle le faccio io… frutta fresca sul tavolo, profumata. E un mazzo dei miei fiori preferiti sul tavolo, grande, di legno. Tulipani. Il gatto continua a seguirmi, ops, avrà fame? Dolcini edolcetti e cioccolata non mancheranno, e riso basmati e pasta di ogni tipo. Un balconcino dà direttamente sul giardino. se volete, potrete sistemarvi fuori, sotto al ciliegio.Cucchiai di legno ed arnesi dei più svariati tipi, in un barattolo di terracotta, e le tovagliette colorate, per voi. Luci soffuse provengono da angoli nascosti. Una musica vi accompagni nel vostro giro, insieme all’odore dei biscotti al burro

Le sedie sono le più comode che ho trovato, paglia e legno con i cuscini…rossi, oggi. come le tende. Se volete, potrete restare anche a cena. Verdure saltate e la mitica mozzarella, do you like? Col nostro pane che è uno spettacolo.

Ok ora vi lascio gironzolare, vado a dare da mangiare al gatto

…uh, è scomparso di nuovo : ( 

house

http://www.youtube.com/watch?v=VnolNQUxzdo

 

buondì!

Mettetevi comodi, affacciatevi qui alla mia finestra. C’è spazio…e  spero che la musica sia di vostro gradimento.

Stamattina me ne vado in giro per casa. Quale casa? Casa mia. ancora non esiste. Ma c’è.

Vi porto a fare un giro

Seguitemi, apro la staccionata, di legno, fuori c’è una cassetta della posta di quelle a cupoletta con la porticina. Uhm, cosa ci sarà di posta?? Qualche letterina?? No, solo bollette argh.

Attraversiamo il giardino. Il mio prato non è curatissimo e perfetto, l’erba ha motivo di starci, certo non sarà alta mezzo metro, ma nemmeno rasata. Mi sono portata dietro un po’ di semi della macchia, come separarmene? Sono anni di ricordi, profumi, primavere ed estati in campo  a raccogliere semi, censire piante, far da cibo alle zanzare…

Ciottoli e fiori, nel mio prato. Un mirto, un corbezzolo. Un acero, dalle foglie rosso fuoco. Un Gingko. Che in autunno aspetto di vedere completamente giallo. Alberi da frutto, in me c’è una scintilla di Eva, roba primordiale, devo raccogliere frutti dall’albero. Magari un melo, un ciliegio. Potrei continuare x ore. Nel mio giradino non c’è tutto sto spazio. Ah. Una magnolia, quella coi fiori fuxia. Che mette prima tutti i fiori, poi cadono, e si sostituiscono le foglie. Una bouganville. Mi segue un piccolo gatto, non può mancare nella mia casa, un felino. Un puma sarebbe fuori dal suo habitat, quindi vada per il gatto.

Entriamo. Porta di legno, pavimenti di legno. Che puoi camminarci apiedi scalzi tutto l’anno. Qua e là, tappeti colorati. Un grande salone vi accoglie. Alle pareti, i mie quadri, quelli di alcuni amici, klimt, van gogh, un po’ di foto dei miei paesaggi. Mensole di legno ospitano oggetti che sono un po’ le mie memorie. Libri, quaderni, un ippopotamo di legno, un gufo. Delfini vari. I mie disegni a cera. Lampade di legno e tessuto, e vimini. Le poltrone sono comode?? Niente di sofisticato, sono vissute, tende rosse, pareti bianche oggi, che prendano tutta la luce del sole. Magari domani le dipingo di arancio. Tavolino basso, una lastra di vetro poggiata su di una pietra irregolare, si, mettiamoci una pietra su…entra vento dalle finestre, la tenda rossa svolazza. Un uccellino si è posato sul davanzale. Canta.

Continua… 

July 19

bruci la cittàààààààà

ciao a tutti..stasera un pò stanchina,  vi regalo 4 risate e un pò di musica
cosa non si afrebbe per una bella ghianda..che poi vabbè, nelle glaciazioni certe piante ancora n  esistevano, ma non staremo lì a cavillare davanti al piccolo scrat e alle sue ghiande. cosa non si farebbe x una ghianda? cosa non farei per una torta al cioccolato? o anche una parmigiana di melenzaneA bocca aperta
il video non c'entra molto con la canzone, ma mi sta simpatico, spero vi faccia sorridere
lei è grande..uh, no, grandi Animoticon
il testo della canzone mi piace un sacco, me lo canto, anzi, te lo canto, ok?
 
Bruci la città e crolli il grattacielo
rimani tu da solo nudo sul mio letto.
Bruci la città
o viva nel terrore
nel giro di due ore
svanisca tutto quanto
svanica tutto il resto.

E tutti quei ragazzi
come te non hanno niente
come te io non posso che ammirare
non posso non gridare
che ti stringo sul mio cuore
per protegerti dal male
che vorrei poter cullare
il tuo dolore il tuo dolore.

Muoia sotto un tram
più o meno tutto il mondo
esplodano le stelle
esploda tutto questo.
Muoia quello che
è altro da noi due
almeno per un poco
almeno per errore

E tutti quei ragazzi
come te non hanno niente
come te io vorrei
darmi da fare forse essere migliore
farti scudo
col mio cuore da catastrofi e paure
io non ho
niente da fare
questo è quello
che so fare
Io non posso che adorare
non posso che
leccare questo tuo profondo amore
questo tuo profondo
non posso che adorare questo tuo profondo

July 18

sil & moon & stars

Buongiorno, cari

Come va stamattina? Sole anche da voi? Mi manca un po’ il verde e i balestrucci in volo degli ultimi giorni, specchiarmi in un lago azzurro e mangiare nutella. Ma vabbè.

Ultimamente riflessiva andante, ma sempre con brio, no?

 

Stanotte la fata vagava per prati. Sotto la luna piena, a piedi scalzi.

http://www.youtube.com/watch?v=6-qr8Wc2ZXE

Le piace girare a piedi scalzi. Un vento leggero le accarezzava il viso, le stelle non poteva vederle, ma la presenza della luna piena era rassicurante, le faceva compagnia. Dolce musica, anche, a farle compagnia. Lei canta in modo sommesso, tranne quando è sola e sa che nessuno può ascoltarla. O magari quando è col criceto. Stanotte, anche il criceto, era con lei. Il piccolo criceto dalla testa dura, tenero e un po’ indurito dalle cattiverie del mondo. La sorellina che vorrei proteggere con tutta me stessa, e vedere sorridere, ma non posso. Iiiii!! Il verso del criceto. Mi mancherà, in questi giorni. Ma stanotte era con me,  quiete per prati. Ognuna, coi suoi pensieri. Ogni pensiero, una lucciola. Una, due, tre, dieci, cento. Lucciole, ricordi, messi lì un po’ a caso. Il fiume dei nostri ricordi. Si siedono a terra. Fiori sparsi, per il prato, ogni fiore una persona bella incontrata in questi ultimi tempi. E ce ne sono tante, per fortuna. La fata vorrebbe regalare ad ognuna un sorriso, e l’augurio di essere felice, di ritrovare l’amore perduto, la sicurezza, di ritrovare se stessi, che qualcuno si è perso. Un gatto, insieme a loro, ma un po’ distante, raggomitolato, un occhio chiuso e uno aperto, sul chi-va-là. Che la fata ha una passione particolare per i gatti. Forse perché dentro di lei c’è del felino. Un po’ di polvere magica su questi fiori, pensieri felici. tutto intorno ormai è luce..

La luna, le lucciole, il luccichio della polvere

La fata sta crescendo, ora è il momento anche di dedicarsi a sé. Di volersi bene. Di costruire. Stanotte raccoglierà rami e ne farà una capanna, sull’albero più alto,  costruirà una zattera, si farà vasi e cocci profumati, coltiverà un orticello. Vuole vedere crescere la vita attorno a sé. E dentro di sé. (è UNA METAFORA, OF COURSE). Vuole musica nelle orecchie e sussurri e prati umidi da calpestare. Musica da danzare e prati per correre. Le primizie del suo orto, un camino, disegnare col dito faccine sulla condensa  delle finestre, quintali di schiuma nella vasca da bagno, cioccolate e tisane  e biscotti d’inverno, panna e nutella e gelato d’estate.

La fatina si stende su un telo, sotto la luna. Il criceto riposa sul suo grembo. il gatto, accanto, dorme tranquillo. non ha bisogno di stare sul chivalà. si è lasciato andare. La musica suona lieve, concilia i sogni più belli. Se vi allontanate, vedrete

La fata, un puntino in un prato, il prato, in una grande mano che lo culla, la mano, la mano chissà di chi, che protegge per questa notte la fata, la mano sospesa in un universo pieno di stelle e pianeti e asteroidi e pulsar e quasar…una luna pende dall’alto, appesa ad un sottile filo di nylon

L’universo, in una immensa palla di vetro

Fuori, ci siete tutti voi

                                              Un abbraccio , buona vita

silviè

July 17

arieccoce...

Ieri sera mi sono seduta. Sulla riva del fiume. Ancora n mi sono rialzata, s’intenda.

Mio papà me lo diceva sempre, in tempi passati, quando sapeva che non ce la facevo proprio più, siediti sulla riva del fiume e aspetta, come il cinese. Non so esattamente sta storia, ma credo trattasi di cinese che pazientemente aspetta. Che arrivi qualcosa, seduto in riva al fiume. E così ho fatto io. Cos’è che sto aspettando? Eh, che vogliamo fare le cose facili?

 Il fiume è la mia vita...e me la guardo da qui, mi ci sono seduta vicino. Un fiume non programmato, che scorre quieto, troppo quieto a volte (avvolte, come scrivono i mie studenti, nel compito)

E segue il suo corso. Scorre quieto ma a volte va di fretta e corre

Dietro un treno, sempre in ritardo

Dietro un cuore, con la pretesa di acchiapparlo.. o fugge da un cuore, che tenta di afferrarlo

E ora mentre siedo sulla mia riva, aspettando, mi specchio in queste acque calme e pacate, (che nascondono qualcosa di turbolento).

Mi guardo. Cosa sono, io? Cosa faccio? Chi sono?

Cosa c’è dietro questo sorriso? Dietro questa pazienza? Questo accontentarsi, giorno dopo giorno, delle briciole d’amore, della stima intermittente, del contentino? ora, voglio tutto. tutto.

Quanto posso dare? E come? Quanto ho da dare? Tanto, credo. Davvero tanto.

Vuoi volare, volare, ma non è facile.

Bisogna provareprovareprovareprovareprovareprovareprovareprovareprovare…..

Non è facile far volare un aquilone, cacchio. Remare in due, non è facile. Ma è bello. E vale la pena provare. Non volo proprio come un’aquila reale, ma nemmeno razzolo come una gallina. Sto a metà, nessuna intenzione di cascare. Non so tenere una canoa a due e darle la giusta direzione, ma ci provo.

I miei limiti, ce li ho tutti di fronte , stanno là, sull’altra sponda che me li guardo. Li supererò, prima o poi?

La mie paranoie, eccole là, quella grandi stronzette. Che mi fanno incartare e bloccare, che mi fanno chiudere a riccio anche quando non c’è bisogno. La mia paura di non farcela, frutto dei graaandi incoraggiamenti di una vita, della graaaaande fiducia in me, ecc ecc. la mia necessità continua e costante di conferme. I miei blocchi, il mio vergognarmi. Di quello che non so fare.la mia incapacità di fidarmi, ciecamente e totalmente..qualche anno fa facevo il gioco della fiducia con qualcuno, sapete? Quello che ti devi lasciare andare cadendo all’indietro e c’è qualcuno che ti prende…seeee!! col cavolo, che cadevo!

Mi piacerebbe sapere da voi, gente che mi conosce da un po’, cosa ne pensate di me. Cioè, non voglio complimenti. Voglio cose vere. Se passate di qua, lasciate una zampata. about silviè.

 

Voglio concludere con un gran vaffanculo catartico e liberatorio a chi..qualcuno sa..non l’ammazzerò per oggi, il caroragazzotopo mi consiglia la mutilazione (grazie x il link di Schuller!!), il buon/bel Yuhu la lobotomizzazione…vabbè sarò buona, la mia scomparsa da questi luoghi sarà la migliore punizione. Sono condannata ad avere a che fare con donne testarde, insopportabili e stupide. E incoerenti, cacchio la cosa più importante!! Ma mi serve per sopravvivere nel mondo a quanto pare. Con la mia ironia di sempre. Alla faccia di chi s’incazza e s’inacidisce, e sclera. Io sorrido, perché se c’è qualcosa di bello per cui sorridere, perché scomodare tutti quei nervi e muscoli e imbruttirsi, e comunicare negatività al mondo..un sorriso è molto meglio. Ma il vaffanculo resta. Lo sapete, sono la donna di classe di sempre, ma quanno ce vò…

Alla prox gente, tanto di cappello a voi e un grande abbraccio

 

comincio a segnalarvi blogs(..seri, mica come il mio!) di alcuni amici

http://ilcaroragazzotopo.splinder.com/

http://aaaaaaaugh.splinder.com/

ciaooooo

July 12

Sil in Blues

ehi, ciao
venite qui, avvicinatevi...volume a palla please...vi dedico questa, stamattina
stamattina mi vesto di blues
ieri ho scoperto che un caro vecchio amico mi ha pescato cercando in google il nome d'arte di qualcuno a noi ben noto
caro jack, the pink elefant è un ricordo, e il goblin non credo sia più in cerca di cioccolato. bei ricordi, cmq..
(un gattaccio è in cerca di cioccolato, forse, ma stamattina per lui una secchiata d'acqua, così impara a sparire nel nulla)
sono d'accordo sulla teoria del blues, forse un pò malinconico per vederci la vita dentro no? ma spero tu sia felice, col bluesa e tutto il resto. mi sono andata a ri-ascoltare me and the devil, e alla fine non ho potuto che ritornare su uno dei nostri pezzi fort